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FRIZIERU UN šOVU PRODUKTI - ENCIKLOPēDISKO MATU MāJAS LAPA'

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28 Nov 2020

A New York un particolare tipo di sito archeologico viene riportato alla luce, per conservare artefatti di natura molto diversa. Artifact New York è un’azienda e archivio di moda appena nata sul web (ma protetta da password) che si rivolge agli addetti ai lavori (stylist, giornalisti e stilisti). L’archivio ospita capi vintage dal valore inestimabile di Helmut Lang, Raf Simons, Margiela, Hedi Slimane, fra gli altri. Molti raccontano una storia unica, che si è formata passando di mano in mano. La collezione comprende anche capi stagionali molto difficili da reperire. L’azienda è stata fondata dal trio di (autoproclamatisi) “vintage nerd”, e “archeologi” Max Tsiring, Dominik Halas e Hugh Mo. Il sito, ideato in realtà da Tsiring qualche tempo fa, è stato rilanciato quest’anno e ha in archivio un numero impressionante di capi: quasi tremila. A differenza di un museo, però, che espone oggetti antichi che possono essere solo ammirati, ma non toccati, l’archivio di Artifact New York si può addirittura noleggiare.

Tsiring, Halas e Mo non sono veri archeologi, ma esperti di vintage autodidatti, ciascuno con anni di esperienza nel settore, a cominciare dall’usato. Con questo tipo di interessi di nicchia e con la loro particolare expertise, non deve sorprendere che le loro strade si siano incrociate. Per Tsiring e Mo, l’incontro fatale è avvenuto mentre erano in fila da Barneys New York per accaparrarsi i capi di una collezione appena uscita. In seguito, Max Tsiring ha comprato una t-shirt da Dominik Halas, e quando gli ha consegnato la merce a casa, è rimasto colpito perché c’era un capo di Raf Simons che spuntava dall’armadio di Max. Poco tempo dopo, i tre sono diventati amici e soci. 

Conoscere il loro percorso personale è essenziale per capire le conoscenze profonde e la forza che caratterizzano la loro partnership. La storia di Halas, cresciuto in una famiglia slovacca molto rigida nel New Jersey, inizia a 13 anni, quando sua madre porta a casa un numero del New York Times Magazine. “Ho visto le foto della adv autunno inverno 2007 di Hedi, (Slimane, NdR) e ho pensato: “Questo sono io. Questo è quello che voglio fare”, ricorda molto vividamente. “I miei genitori decidevano tutto quello che dovevo fare. Mi hanno portato qui per farmi andare a scuola e diventare avvocato o medico. Decidevano anche tutto quello che dovevo indossare”. Dopo aver considerato il problema, la sua vita ha cominciato a prendere una nuova direzione. “Volevo fare quello che mi piaceva, e capire chi fossi, ma stavo anche entrando nella fase della pubertà e volevo avere delle ragazze, e vestirmi cool: è stato questo il vero motivo per cui ho cominciato a interessarmi di moda”, scherza Halas.  

Mo, che è cresciuto nel Queens, ha sempre avuto un’indole competitiva. Che, insieme alla sua passione per il collezionismo, da ragazzo gli ha fatto attraversare fasi diverse fra collezioni varie e hobby. E diventava sempre un membro di punta di qualunque community facesse parte, come quando alle superiori si era avvicinato alla sottocultura delle sneakers. “Ero come un’enciclopedia”. Concorda con Halas sul “fattore cool”, e rivela le insicurezze che aveva nel passato. “A scuola ero bullizzato, avevo bisogno di diventare cool agli occhi degli altri. Era un modo per sembrare più figo di quello che ero in realtà”. Dopo aver finito il college, sempre sotto pressione perché doveva sostenersi da solo economicamente, Mo ha scelto di lavorare nel settore del collezionismo della moda, per lui l’ultima frontiera. 

Tsiring, nato a Staten Island, all’inizio era entrato nel settore del resale per continuare a fare il musicista. Ha iniziato con un’estesa collezione di magliette vintage, poi ha preso a comprare e vendere capi molto richiesti, e avrebbe tante storie interessanti da raccontare sui suoi acquisti. Mo alla fine ha convinto Tsiring a rilanciare Artifact come servizio di noleggio, facendogli spesso questa domanda: “Di cosa hai bisogno per farti credere in questo progetto?” La risposta di Tsiring? Aveva bisogno di Halas, che aveva già esperienza nel settore. 

Halas ha iniziato a collezionare capi vintage alle superiori dopo aver scoperto Yahoo! Japan. “In pratica è la versione giapponese di eBay”, spiega. Halas ha continuato a comprare e vendere quando era alla Brown University. Poi,  il destino ci ha messo lo zampino, Halas ha notato un cliente che faceva spesso acquisti con lo username “HungryHippo113,” che poi si rivelò essere lo stylist emergente e collezionista newyorchese David Casavant, oggi molto apprezzato. Dopo averlo “assillato” per anni, Halas è riuscito a fare uno stage con Casavant mentre era alla Brown. Come ci è riuscito? “Lui voleva i vestiti, io volevo lo stage”, dice Halas, imperturbabile.  

Ogni fondatore porta il proprio contribuito all’archivio, con i capi di abbigliamento, ma anche con la propria particolare esperienza. A differenza dei capi di fast fashion, che vengono buttati via dopo poche stagioni, quelli di Artifact sono vere opere d’arte, abiti creati con tale maestria che durano per sempre. E c’è l’uso, il passaggio da un proprietario all’altro, un elemento ulteriore di interesse. Ci sono poi le storie di ogni capo, come questo terzetto di maniaci del vintage li ha acquistati, in che armadi sono passati, e questo aumenta il valore straordinario dei designer iconici che li hanno creati. Un esempio perfetto? I capi fotografati per questo articolo. Un trench di Yohji Yamamoto che il designer aveva regalato (togliendoselo letteralmente di dosso) al suo maestro di karatè Richard Amos, a Parigi, in un giorno di pioggia nei primi anni '90.  

Halas ha acquistato un capo di campionario dalla collezione primavera estate 2002 di Helmut Lang (“con il numero di uscita scritto a mano sull’etichetta”) che era stato indossato in passerella quasi vent’anni prima da Danielle Zinaich, modella e musa di Lang. Grazie ai potenti mezzi dei social e del passaparola fra creativi, Zinaich ha saputo che Halas aveva comprato il vestito e si è generosamente offerta di indossarlo ancora per questo shooting. La chiusura del cerchio. “Non potevo credere che qualcuno avesse quel vestito”, ricorda Zinaich quando è stata taggata nella foto su Instagram. “Ricordo benissimo quella stagione, tutta capi in rete e cut-out. Ricordo quando Helmut provava i capi su di noi, la precisione era fondamentale per lui. Quell’abito mi stava come un guanto”. Zinaich ricorda con affetto, “Era la sfilata più attesa. Fra il pubblico si sentiva un’energia, come in nessun’altra sfilata”. Cosa ha pensato quando si è infilata lo stesso vestito, quasi vent’anni dopo? “Be’, ero felice che mi entrasse ancora”! 

Artifact oggi offre un servizio a noleggio in ambito editoriale, commerciale e creativo, e gran parte del lavoro è dedicato ai celebrity stylist che cercano capi per i propri clienti. I capi di Artifact sono stati indossati da Rihanna, Sza, le Haim, Young Thug, Travis Scott, Kanye e Kim Kardashian West, fra gli altri. Il capo più noleggiato? Un paio di pantaloni in pelle di Helmut Lang che erano di Heath Ledger, con la firma dell’attore sull’etichetta. E che prima ancora erano appartenuti a un regista che aveva diretto Ledger a inizio carriera. 

Per il futuro, i tre soci intendono democratizzare la loro attività aprendo spazi fisici su entrambe le coste americane e poi espandersi anche in Europa, e stanno anche pensando di creare un sistema di soci. Nel frattempo, sono anche disponibili per consulenze, e sono molti i privati che chiedono di acquistare i capi. “Il nostro non è solo un servizio a noleggio. Il cliente paga anche per il nostro know-how su come si compra”, afferma Mo. “Le persone desiderano costruire un guardaroba di capi che non perdano valore, e non spendere soldi per cose che lo perdono subito”, dice Tsiring. “Siamo consulenti d’arte”, aggiunge Halas. 

Costruire un archivio non è un esercizio che guarda solo al passato. Come spiega Mo, “Studiamo sempre le nuove collezioni, per capire chi sono i nuovi designer emergenti, chi è il nuovo Raf”, chiarisce Tsiring. “Un archivio non deve essere solo fatto di cose vecchie. I capi di Demna (Gvasalia, NdR) sono stati venduti molto velocemente, e ne hanno parlato tutti. E sono capi rari, proprio come alcune delle craezioni di Helmut Lang”. Non c’è dubbio, questo terzetto di appassionati è sempre sul pezzo, e di sicuro saprà riconoscere i designer che, un giorno, creeranno anche loro pezzi d’archivio degni di questo nome.   

Team Credits

Photographer: Eric Chakeen (@ericchakeen) 

Stylist: Kirby Marzec (@kirbymarzec)

Hair Stylist: Evanie Frausto (@evaniefrausto)

Makeup Artist: Ingeborg (@ingmakeup) 

Casting Director: Caroline Moxley (@cmoxleyy)

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news n°
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From gossip
12 Nov 2020

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news n°
153022
From beautynews
28 Nov 2020
Il rapper mette nel cassetto il suo vecchio Casio a favore di una particolare versione del Santos de Cartier
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24 Nov 2020

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news n°
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From beautynews
28 Nov 2020
Anna Tatangelo è tra i giudici della terza edizione di All Together Now e ad ogni puntata sfoggia un look sensuale e audace. Per il quarto appuntamento è salita sul palco con una maxi t-shirt portata come abito e un paio di appariscenti stivali cuissard leopardati.
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28 Nov 2020
Il prossimo 6 dicembre Balenciaga presenterà la collezione Autunno/Inverno 2021-21 ma non metterà in scena una sfilata tradizionale. La Maison ha realizzato un videogioco intitolato "Afterworld: the age of tomorrow" che fonde moda e tecnologia.
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28 Nov 2020
Plus, the luxury beauty products with 15% off (Jo Malone, we see you).
news n°
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From beautynews
28 Nov 2020
Eva Grimaldi intervistata da Fanpage.it ha commentato il tutorial sulla spesa sexy mandato in onda da Detto Fatto proprio alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne. L'attrice si è sentita offesa e per niente rappresentata: «È ignobile che nel 2020 succedano ancora queste cose».
news n°
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From gossip
16 Nov 2020

Centri estetici in zona arancione aperti

centri estetici

CONFESTETICA attraverso un Comunicato Ufficiale del 15 Novembre 2020 dichiara che sono consentiti gli spostamenti dei clienti dei Centri Estetici in altro comune diverso dal proprio, con autocertificazione, nelle ZONE ARANCIONI.

Donna foto creata da Racool_studio - it.freepik.com

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28 Nov 2020
Mai come quest'anno l'hype per il Black Friday 2020 è in fibrillazione. Ecco una selezione dei modelli must di sneakres da accaparrarsi a portata di click
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19 Nov 2020

PAOLO BRAGUZZI lascerà l’attuale posizione di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Davines.

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Paolo Braguzzi - Gruppo Davines

Il Consiglio d’Amministrazione ha nominato ANTHONY MOLET (attualmente CEO di Davines North America) al posto di Paolo Braguzzi, a partire da maggio 2021.

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Anthony Molet - Gruppo Davines

“Ritengo che sia sempre più responsabilità delle aziende educare il consumatore e influenzarne i comportamenti in una direzione più sostenibile - dice Anthony Molet. Quello che trovo estremamente interessante in Davines è la capacità di avere un impatto sulle persone, esattamente come è stato con me. In questi anni, Paolo Braguzzi ha costruito un perfetto equilibrio tra valori, qualità dei prodotti e salute finanziaria, e io mi impegno a continuare su questo percorso”.

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From gossip
20 Nov 2020

Whether you’re an assistant, a stylist or a manager, it’s easy to pick up bad habits over the years. But identifying them and breaking them is easier than you think, according to Akin Konizi, international creative director for HOB Academy. But, as 2020 gives us all a bit of time to think and reset, it’s the perfect opportunity to break bad habits – and start new ones !

Akin-Konizi

“Not all habits are bad, but those that are tend to stem from boredom or stress,” AKIN KONIZI says. “Bad habits may seem harmless, but they can affect the way you work, the quality of your work and the respect you get from clients and your team. Identifying your BAD HABITS is the first step, and BREAKING them isn’t as hard as you think.

2020 has been a year of REFLECTION and it’s the perfect chance to break those habits and replace them with ones that will make you a BETTER HAIRDRESSER.”

Five bad habits hairdressers can break, according to Akin Konizi

  • 1 Habit: Boredom
    Replace with: vigour. Being bored is the biggest habit to break. Think about why you are bored – it’s often because what you do has become repetitive. Try to work ‘consciously’ rather than just going through the motions.
  • 2 Habit: Shunning responsibility
    Replace with: culpability. We all need to be responsible for what we do, from the decisions we make to the hairstyles we create. Take responsibility for what you are creating and that will encourage your development.
  • 3 Habit: Staffroom breaks
    Replace with: getting out there. Sitting in the staffroom on your phone is such a waste of time, scrolling through gossip sites and general rubbish on social media. Because of social distancing it can be hard to be out on the floor, but use your free time with your team, watching what they are doing, have conversations with clients and team members.
  • 4 Habit: lack of communication
    Replace with: share your expertise. Never ask your client “what are we doing today?” You’re the expert, inspire your clients! They are visiting you for the benefit of your expertise, your knowledge and your advice. Ask open questions about how they feel about their hair, make recommendations and explain why you’ve made those recommendations, ultimately reaching an agreement between you both.
  • 5 Habit: using clippers
    Replace with: scissors. Don’t be tempted to use the clippers just because they’re quick and easy. Keep prioritising your scissor-over-comb skills; it develops your scissor action and opens up a world of cutting opportunities.
news n°
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From gossip
18 Nov 2020

Caro Rivenditore / Grossista,
Tu sai di essere corteggiato dalle Aziende perché il tuo lavoro di collegamento finale col parrucchiere è molto importante.
La tua introduzione nei Saloni, l’amicizia personale con i parrucchieri è quasi insostituibile.

Hai qualità e meriti, però ti manca un po’ di professionalità per cui si crea insoddisfazione nelle Aziende.
Ma perché invece di qualche punto di SCONTO, non pretendi un po’ di PUBBLICITA’ per aiutarti a presentare e vendere i vari prodotti, sì da velocizzare e facilitare i contatti con i tuoi Clienti ?

Oggi poi che la pubblicità, sia su carta che on-line, è alla portata di tutti,
RICHIEDILA CON FORZA !
Solo così ti garantirai il Tuo futuro,
altrimenti l’E-Commerce ti darà dura battaglia.

Infografica vettore creata da upklyak - it.freepik.com

news n°
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From gossip
27 Nov 2020

Come and join us on Sunday 29 November
at 10am (GMT) for an hour-long
virtual experience

tony&guy fashion week

Date: 29 November
Time: 10am (GMT)
Register: https://education.toniandguy.com

toni&guy digital event

The international creative team will showcase its brand-new campaign along with presentations inspired by fashion week shows from around the world, and a stunning avant-garde finale. A fast and furious hour of education and amazing hair. Join our virtual experience that’s bursting with inspiration, celebration and beautiful presentations.

International creative director, Cos Sakkas, says:
2020 has been a year when we have all been apart – but our industry has never felt so connected. We wanted to present an exciting hour of hair to bring the global hairdressing industry together with inspiration and be ready for 2021. We hope you’ll join us in our celebration of hair. We’d love you to share this link with every hairdresser in your country to join in our hour of inspiration.

How to Watch

Click to REGISTER NOW below and follow the sign-up steps.
An email will be sent to you with a link to verify your email address which will complete your registration for the event.

https://education.toniandguy.com

news n°
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13 Nov 2020
Griff Mira

GRIFF MIRA,
salone di bellezza di Mira ( VENEZIA ) presenta
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WISH UPON A STAR
una nuovissima Limited Edition
ricoperta da un meraviglioso bianco iridescente,
con eleganti dettagli in oro.

✨ Non fartela scappare, è un’edizione limitata ! ✨

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GRIFF MIRA Parrucchieri
Via Dante Alighieri 10, 30034 Mira (VE)
Telefono 041423025 / 3468489520

Griff Mira
è stato selezionato per la pubblicazione sulla:

TOP HAIRSTYLIST 2021
Guida ai Migliori Parrucchieri d’Italia

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28 Nov 2020
Moda etica: un brand da conoscere è Endelea.

Endelea è un brand etico e sostenibile dall'idea di Francesca De Gottardo che nel 2018 inizia a creare collezioni dal design made in Italy in tessuti wax africani. L'Italia incontra la Tanzania nelle collezioni di moda etica di Endelea, perché sono disegnate a Milano e fatte a mano a Dar es Salaam per contribuire allo sviluppo di una vera e propria industria della moda in Tanzania.

In questa intervista Francesca De Gottardo, CEO & Co-founder di Endelea ci racconta la storia del brand.

Perché hai deciso di creare il tuo marchio? Quali sono le tue esperienze precedenti nella moda? Dopo più di 3 anni come social media manager in brand come Furla, prima, e Dolce e Gabbana, poi, ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di mio che avesse una forte attenzione alla sostenibilità. Volevo mettere le persone al centro della proposta di valore di un marchio di moda, creando un brand che avesse sì un’estetica e una qualità alta, ma anche e soprattutto un impatto positivo sulla vita delle comunità lungo la supply chain. L’obiettivo di un capo Endelea è creare valore non solo per la cliente finale, ma per tutte le persone coinvolte nella sua produzione, dalla designer alla sarta tanzaniana che ne cura nei dettagli la realizzazione.

Perché hai scelto il nome "Endelea"? Cosa significa il claim "dream bold" per te?

“Endelea” è un verbo che in Swahili significa letteralmente “continuare a camminare, andare avanti senza fermarsi”. L’ho scelto perché riusciva a combinare un suono dolce e femminile a un significato molto forte e connesso con lo spirito del progetto, che è pensato per le donne coraggiose, sia in Africa sia in Europa.

In questo senso, il Dream Bold del pay off è fondamentale per completare la frase: continua a sognare in grande, non farti scoraggiare dalle difficoltà. Credo che molto spesso corriamo il rischio di farci spaventare dai nostri sogni, mentre quella paura è proprio il segnale che stiamo andando nella direzione giusta. Significa che quel progetto è importante per noi, e che ha un potenziale grande. Come dicono, “if your dreams don’t scare you, they’re not big enough”.

Qual è l'etica del tuo marchio?

Endelea è un progetto di moda etica che ruota intorno alle persone. Vogliamo creare un ponte che unisca Europa e Africa, Milano e Dar es Salaam. Questo ponte si percorre in entrambi i sensi ed è uno scambio costante di competenze e conoscenze. Le nostre collezioni sono disegnate e rese prototipo in Italia, ma vengono realizzate in Tanzania da un team di sarte locali che lavorano fianco a fianco con le nostre modelliste e imparano man mano a usare i cartamodelli e a far nascere economie di scala per ottimizzare anche le loro professioni.

Lavoriamo in massima trasparenza, raccontando le storie di queste persone sui nostri canali online e scambiando con loro esperienze che vanno anche oltre gli orizzonti della moda: discutiamo di politica, di religione, di diritti umani e inclusività, in un paese in cui l’omosessualità è un reato e le donne sono nella stragrande maggioranza dipendenti dai mariti. Riduciamo a zero il gender pay gap e cerchiamo di retribuire tutto team con stipendi più alti della media tanzaniana. Per il prossimo anno, vorremmo garantire a tutte un’assicurazione sanitaria. Un passo alla volta, cresce insieme a noi anche il nostro impatto nel Paese.

Che tipo di materiali e tecniche usi?

Le nostre prime quattro collezioni sono tutte realizzate in tessuti wax. Li scegliamo tra le infinite fantasie disponibili a Dar es Salaam, cercado di supportare i piccoli business locali. Per questa prima collezione invernale, abbiamo collaborato con una sartoria sociale in provincia di Milano per realizzare delle giacche reversibili e trapuntate, combinando il wax con un’imbottitura in fibra derivata dal riciclo di bottiglie PET. Stiamo facendo un percorso di crescita insieme alle nostre sarte, introducendo man mano nuove lavorazioni e tecniche anche in Tanzania, e per la collezione Primavera Estate 2021 stiamo preparando delle sorprese. Per la prima volta introdurremo un nuovo tessuto, il kikoi, che è 100% tanzaniano e tradizionale: si tratta di un filato a telaio, realizzato in cotone organico da una signora, Mama Kishimbo, che manda avanti una piccola cooperativa al femminile. Una scelta che più Slow Fashion di così non si può e di cui siamo davvero molto fiere.

Ci racconti come i tuoi sforzi stanno creando un sistema moda in Tanzania? Come mai hai scelto la Tanzania? Abbiamo scelto di iniziare dalla Tanzania perché è uno dei paesi in Africa in cui la moda non esiste ancora come industria affermata. La maggior parte dell’abbigliamento viene importata dalla Cina o di seconda mano dall’Europa e le università e le scuole non offrono corsi di studio specialistici ai giovani che vogliono invertire la rotta e iniziare una propria attività nel settore. I sarti non sanno utilizzare i cartamodelli e lavorano ancora con il gesso e le misure del singolo cliente: mancano proprio le competenze tecniche che potrebbero far nascere un cambiamento economico e di mentalità nel paese.

Endelea ha scelto di partire dalla formazione. Utilizziamo una parte dei ricavi per sponsorizzare borse di studio e organizzare corsi di fashion design e fashion business per gli studenti tanzaniani che hanno il Bold Dream di diventare designer e imprenditori nella moda. Siamo ancora molto giovani, ma abbiamo organizzato ad oggi 8 workshop, concentrandoci non solo sulla modellistica, ma anche su altri temi - come marketing e ricerche di mercato, design, social media e protezione del marchio - tutti fondamentali per creare le competenze di nuovi giovani imprenditori. Il covid ha insegnato una volta per tutte il potenziale del digitale, per cui stiamo preparando una proposta di corsi online tenuti da professionisti italiani e europei per l’Università di Dar es Salaam, sperando di raggiungere ancora più studenti e aumentare sensibilmente il nostro impatto.

Cosa significa per te sostenibilità? Come la vivi nella tua vita?

Sostenibilità per me significa fare attenzione. Se tutti noi come consumatori e esseri umani prestassimo più attenzione ai nostri gesti, scopriremmo che hanno tutti un impatto sull’ambiente e sulla vita degli altri, e che soprattutto molto spesso basta pochissimo per iniziare un cambiamento positivo.

Che si tratti di sostituire i dischetti di cotone con le pezze lavabili, di eliminare le bottiglie di plastica a favore della caraffa filtrante, di fermarsi a donare 1€ a chi ne ha bisogno per strada o di scegliere una non-profit da supportare tutti i mesi - sono tutte azioni piccole che mi costano pochissimo sacrificio, ma che collettivamente contribuiscono a migliorare le cose. Questa è la sostenibilità nella mia vita, insieme alla famosa advocacy: mi sforzo costantemente di parlare di temi “scomodi” con famiglia e amici, con l’obiettivo di convincere sempre più persone a fare più attenzione, usare più empatia e iniziare a cambiare, anche da una cosa piccola. Ho scoperto proprio oggi la teoria secondo la quale basterebbe che il 3,5% della popolazione mondiale sposasse attivamente una causa perché quell’obiettivo si possa realizzare. Penso che valga la pena provarci.

Pensi che il covid-19 abbia cambiato il concetto di moda sostenibile? come?

Il covid-19 ha sicuramente accelerato processi e ampliato discussioni che per fortuna erano già in atto. La “grande moda” è stata costretta a fermarsi, insieme al Fast Fashion, e le tempistiche di lancio delle collezioni sono state per forza di cose ripensate, costringendo tutti i protagonisti del settore a farsi delle domande. I riflettori del pubblico si sono puntati su notizie allarmanti, come gli ordini cancellati in Bangladesh che hanno fatto perdere il lavoro a milioni di persone, accendendo le coscienze, dando il via a riflessioni concrete sull’impatto della moda lungo le filiere produttive. I piccoli progetti come il mio hanno avuto modo di distinguersi, di creare valore attraverso il proprio storytelling e di offrire un’alternativa a zero impatto negativo, anzi, proponendo un impatto positivo ai consumatori attraverso i loro acquisti.

Le dirette Instagram si sono moltiplicate e la voce di chi parla di questi temi è stata amplificata, ma non solo per il coronavirus. Tutto quello che è successo quest’anno ha contribuito a una maggiore presa di consapevolezza da parte del consumatore medio: stipendi a rischio, cassa integrazione, negozi chiusi, insostenibilità dei saldi continui, fino ad arrivare al Black Lives Matter e all’attenzione sui black owned business. Sono tantissimi i campanelli di allarme che hanno suonato in questo 2020 ed è finalmente giunto il momento in cui anche i consumatori meno ricettivi si stanno svegliando.

news n°
96892
From gossip
26 Nov 2020
deadiva

GLOBElife ha "ELIMINATO" il sito di DEADIVA perchè non in regola con le disposizioni etiche del portale.

Per eventuali informazioni scrivere a info@globelife.com

news n°
96809
From gossip
18 Nov 2020
magazine adv

Incredibile ma vero:

le AZIENDE dichiarano di cercare clienti nuovi, ma in realtà non fanno niente per procurarseli.
Si affidano al SOLO lavoro dei Rappresentanti, che senza aiuti di Comunicazione, Pubblicità e appoggio di Informazioni, devono cercare di perdere fatturato il meno possibile e non hanno certo il tempo per rincorrere clienti nuovi.

Le Aziende che, in questo periodo di COVID-19, spremono il tempo e la professionalità dei venditori senza dare alcunché in cambio, sperano così che i problemi si risolvano da soli.

Dov’è finita la capacità di COMUNICAZIONE in questo settore ?
E’ risaputo (meno che dai nuovi manager) che il settore dell’HAIRSTYLING è sempre stato trainato nel suo sviluppo dalla comunicazione/pubblicità che ha aiutato venditori grossisti/rivenditori a offrire “velocemente” le novità e le varie offerte commerciali/tecnico/artistiche.

Ma oggi ?!
Certamente i problemi quotidiani di questo periodo non possono essere addebitati solo al COVID-19 ma ad un’attitudine diversa rispetto al passato:
- Più sconti
- Meno pubblicità

Il risultato è sotto gli occhi di tutti
perché l’impoverimento del settore è
EVIDENTE.

Foto di Anja?#helpinghands #solidarity#stays healthy? da Pixabay

news n°
153026
From beautynews
28 Nov 2020

Jennifer Lopez: In The Morning 

L’occasione? Il lancio del suo nuovo singolo In the morning. Il modo? Super sensuale. Il mezzo? I social, anzi Instagram.

Suprise! ci dice con un simpatico post Jennifer Lopez che venerdì 27 novembre rallegra i suoi fan con della nuova musica. E subito attira l’attenzione del mondo. Nella foto by Mert & Marcus, JLo posa in piedi, di profilo con una mano appoggiata delicatamente sulla coscia. Il suo fisico è in forma perfetta, come al solito, e quello che subito dopo il suo corpo, ci colpisce è l’anello di fidanzamento, quel diamante dal taglio quadrato che abbiamo già avuto modo di osservare e che le ha donato l'anno scorso Alex Rodriguez. La coppia avrebbe dovuto sposarsi (e per lei sarebbe stata la quinta volta) la scorsa estate ma le loro nozze sono state rimandate a causa del coronavirus.

JLo - che l’anno scorso ha festeggiato i suoi 50 anni con un tour negli Stati Uniti dal titolo It’s My Party - non esita quasi mai a “raccontare” il suo corpo. Anche domenica scorsa, il 22 novembre al Microsoft theater di Los Angeles, sul palco degli American Music Awards, ci ha regalato una performance hot della sua collaborazione con il cantante colombiano Maluma. Indossava infatti un body nero attillatissimo e semi trasparente e cantando “Pa’ Ti” e “Lonely” con luci soffuse, aveva movenze davvero feline.

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18 Nov 2020
investimento 2021

Manovra finanziaria 2021 approvata ieri dal Consiglio dei Ministri

Viene ufficialmente estesa al 2021 e 2022
l'AGEVOLAZIONE FISCALE per chi investe in pubblicità,
calcolata al 50% sul totale speso nell'anno
come credito d'imposta.

Persone vettore creata da pch.vector - it.freepik.com

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13 Nov 2020

The great thing about being a hairdresser is there is always something new to learn. Whether it’s a technique, trend or trying out new products, it’s easy for stylists to update their skills. And while the basics may remain the same, it’s the little things that make your work modern and relevant for clients today.

HAIR is the ultimate fashion accessory and it has never been so talked about than this year,” says TONI&GUY international artistic director, COS SAKKAS. “Women – and men – have really appreciated what we do, how we can transform their hair and how important we are to them. It may not have been the year to talk trends, but it has been the year to talk about looking after what you’ve got, how to add small details for a change and how beautiful, wearable hair makes you feel great.

2020 has also been the year of learning new things – from baking bread to learning a new language. For hairdressers, it’s been the perfect time to keep on top of skills and learn new ones. TONI&GUY, along with other companies, have been creating digital education and while it will never replace a live classroom experience, it has meant we can ensure that when clients come back to the salon, we are more than ready for them.”

COS SAKKAS give his tips
on making education
during a pandemic work for you

Cos Sakkas for TONI&GUY

1 It’s easy to forget about training and concentrate on getting your clients in your chair. But if the pandemic has taught us one thing, it’s that people’s lifestyles have changed. It’s not just about looking good, they want to feel great too. So think about your consultation process and how that can be improved.

2 It’s all in the detail – not everyone wants a drastic change, but a new fringe, added layers or small colour change can make a huge difference. Focus on your personalising and finishing skills.

3 Make sure you are aware of what celebrities are wearing – a new fringe or colour can be the next trend.

4 There’s so many digital courses, so choose wisely. Do your research. What do you want to learn? What do you admire about the person holding the education session? What will you learn from the session?

5 As well as updating your everyday skills, spend some time on your creativity. Playing with hair is an important part of our job as you think outside the box.

6 Working on a mannequin head is not like working on a real model/client – but it does mean you can try something new without any tears if it goes wrong! Push yourself to try new textures, new cutting techniques and new shapes.

7 Take advantage of any free education your product partners are offering. Many are offering sessions in business as well as creativity so make sure you are part of it.

8 There are some great educators around the world offering digital education. At TONI&GUY we have uploaded Get the Looks onto our IGTV, social media can be a great place to be inspired.

9 Perfect your specialist area, but make sure you are competent in all skills. You need to be able to accommodate every request that comes through your door – from short hair to Afro to curls and long hair.

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24 Nov 2020

GENTLE PROTECTIVE LIGHTENER è il DECOLORANTE pensato per i capelli più danneggiati

ALTER EGO ITALY del Gruppo Pettenon è un brand italiano professionale specializzato nell’haircare, la cui linea guida, musa e identità è la bellezza, intesa come linguaggio universale, capace di plasmare le nostre esperienze e di ispirare i professionisti per rispondere alle esigenze di una donna attuale e contemporanea.

ALTER EGO ITALY del Gruppo Pettenon amplia la famiglia BLONDEGO presentando Gentle Protective Lightener, un decolorante innovativo che permette una SCHIARITURA DELICATA in qualsiasi circostanza. Arricchito infatti dalla tecnologia rappresentata dal marchio Deco-cuddle Professional, è ideale per chi si sottopone frequentemente a servizi di schiaritura e per i capelli particolarmente sfruttati e danneggiati.

Gentle Protective Lightener è un decolorante in polvere con micropigmenti viola, con capacità neutralizzante, che permette tecniche di schiaritura sicure fino a 7 livelli.

L’eccellenza tecnica di questo prodotto è data dall’attivo OSMO PROTECTOR, che è in grado di mantenere l’equilibrio osmotico delle proteine, preservando la struttura della cheratina. OSMO PROTECTOR permette un’ottima performance in un solo step e in soli 45 minuti di posa, rispettando al massimo la struttura del capello.

La protezione del nuovo sistema PATENT PENDING è frutto di un’efficacia globale, della sinergia di un sistema, in grado di preservare l’equilibrio osmotico del capello. In questo modo le proteine capillari non vengono denaturate e la fibra resta intatta.

RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI

PETTENON COSMETICS SpA
Via del Palù 7/D - 35018 - SAN MARTINO DI LUPARI (PADOVA)

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24 Nov 2020

I Parrucchieri che scelgono gli asciugacapelli PARLUX, sanno a priori, di poter disporre di prodotti professionali di qualità, tecnologicamente avanzati, studiati e creati per migliorare la loro professione.

Tra i prodotti più recenti, sicuramente il phon PARLUX ALYON® nella versione BLU NOTTE, “ ANTIBACTERIAL ”. Un concentrato di potenza e tecnologia che racchiude due sistemi esclusivi: la tecnologia Air Ionizer Tech (il dispositivo che emette ioni negativi e rende i capelli morbidi e lucidi) e l’innovativo sistema HFS “Hair Free System” (filtro cattura capelli) nonché il motore professionale K-ADVANCE® Plus, dalla eccezionale potenza e lunga durata (3000 ore!).

A questo ottimo gioiello per asciugature efficaci e velocissime,  - nell’attuale periodo di emergenza sanitaria -   si è aggiunta anche una verniciatura della scocca con uno SPECIALE TRATTAMENTO ANTIMICROBICO,  arricchito con POLVERE D'ARGENTO, testato e garantito da un ente certificato. L’utilizzo di questo asciugacapelli, risulterà quindi igienicamente sicuro (il trattamento antimicrobico sfavorisce la proliferazione dei batteri ma non protegge dai virus come nel perdurare dell’emergenza sanitaria).

il trattamento antimicrobico sfavorisce la proliferazione dei batteri ma non protegge dai virus come nel perdurare dell’emergenza sanitaria).

Un altro accessorio PARLUX è il DIFFUSORE MagicSense, realizzato per rivoluzionare l’asciugatura dei capelli ricci.

RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI

PARLUX
+39 0248402600 | Via Goldoni 12
20090 | Trezzano sul Naviglio (Milano) | Italy

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153027
From beautynews
28 Nov 2020
Per la quarta puntata di "All Together Now" Michelle Hunziker ha deciso di "sfidare la sorte", indossando un abito di velluto viola, un colore che, secondo la superstizione televisiva, dovrebbe essere evitato di fronte le telecamere. Il dettaglio che non è passato inosservato? Era già stato sfoggiato qualche settimana fa da una nota soubrette italiana.
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